New York City: l’imperativo è passeggiare!

In una congerie infinita di notizie, articoli, informazioni, tour e quanto altro è reperibile in rete su New York City il perché di un nuovo “scritto” sulla Grande Mela sembra introvabile.
Eppure c’è…

Perché in rete troverete davvero tante info che vi prepareranno alla visita ma poche parole che vi facciano rendere in parte conto di cosa vi apprestate a vivere. Perché nell’epoca dei viaggi di massa si fa sempre attenzione a non perdersi niente, in un giro vorticoso tra musei, attrazioni di moda, stores imperdibili che spesso fa perdere di vista quello che poi veramente ci si porta dietro come ricordo di un viaggio: le sensazioni.

Quando si vola verso un altro continente si è consapevoli che quello che si troverà fuori le porte automatiche dell’aeroporto sarà una realtà molto diversa da quella a cui si è abituati. Il fascino orientale delle terre oltre gli Urali, ad esempio, o la magia primitiva che si respira solo in terra d’Africa. Nel partire mi sono chiesta se oltre l’Oceano mi sarei trovata davanti davvero la New York che il nostro immaginario si è costruito in anni di esperienza fatti di film, serie TV e libri.
La risposta è nel turbinio di sensazioni che si provano quando si salgono i gradini di una qualsiasi metropolitana di Manhattan, provenendo dall’aeroporto, ancora con la valigia a seguito e storditi dal jet lag. Sembra di venire introdotti in un tunnel verticale, un tunnel fatto di vetri e luci, nel cui fondo, forse, si intravede il cielo. Come la principessa di “Come d’incanto” catapultata in Times Square non resta che esclamare: “Oh mamma!” (per il trailer del film e la scena in questione https://www.youtube.com/watch?v=0_1T5Pmqv8Y).

Si finisce tra una miriade di grattacieli, no 10, 20, 30, 50, no! Una miriade (e ora che me lo domando e facendo una ricerca rapida su google scopro che sono ben 5.818, ma ne ho visti costruire altri https://it.wikipedia.org/wiki/Grattacieli_di_New_York)! E mentre si cammina col naso all’insù ci si immagina Ted Mosby della famosa serie How I Met Your Mother e il suo sogno di modificare lo skyline di New York. E taxi, innumerevoli taxi gialli, proprio come nei film, e bandiere, sventolanti stelle e strisce, e gente, gente di tutte i colori… e come potrebbe essere altrimenti in una città così sfavillante. E’ in quel preciso momento che pensi che la cosa davvero da fare con urgenza prima di tutte le altre, è PASSEGGIARE!

La cosa più sorprendente è che New York sarà proprio come ve l’eravate immaginata ma vi sorprenderà lo stesso, come poche altre città che avrete modo di vedere. New York è la donna di colore che ride di gusto all’angolo della strada, è il poliziotto in divisa blu scuro, è il pompiere che ti saluta a bordo di un camioncino pazzesco, è la quantità di persone che si ferma al semaforo e riparte compatta. Quando vi sarete assicurati di aver assimilato queste sensazioni e le avrete provate più e più volte potrete pensare a cos’altro c’è da vedere in questa città. Ma se avete poco tempo non chiudetevi da nessuna parte e PASSEGGIATE!!!

Proprio perchè la vita di strada è l’elemento caratterizzante della città consiglio vivamente di spostarsi molto in autobus in modo da poter coprire le grandi distanze non perdendosi niente di tutto questo. Se siete fortunati e avrete invece tanto tempo per visitare la città rimando in un altro articolo consigli sull’argomento.

Ultima cosa, tra i tanti grattacieli e palazzi dai tipici mattoncini rossi, ho trovato nel Queens delle case a graticcio… 😀

Obernai: maison à colombages nel cuore dell’Alsazia

Se avete la fortuna di visitare i mercatini di Natale di Strasburgo non vi fermate lì.

In Francia il marché è un’istituzione, figuriamoci quello di Noël! Ogni paese grande o piccolo che sia sfoggia il suo, con tutta una serie di casette (che cambiano stile a seconda dello stile delle case della città) che presentano il meglio dell’artigianato e della gastronomia locale. Troverete decorazioni natalizie in legno, in vetro, in cotone, in ceramica. Ma anche articoli in pelle o idee regalo per le feste vicine. Spesso i prezzi sono poco accessibili ma “guardare e non toccare” vale già la pena di andarci!

Per quanto riguarda la gastronomia due cose sono immancabili: il vin chaud (vino rosso, ma anche bianco, speziato e aromatizzato rigorosamente caldo) e le caldarroste (il più delle volte vendute in una locomotiva ambulante che funge da luogo cottura) servite nel classico cartoccio. Ma ovviamente siamo in Francia quindi troverete anche formaggi, vini in bottiglia e dolciumi locali.

L’atmosfera è resa particolarmente “natalizia” dagli addobbi delle case a graticcio, sembra assistere a una vera e propria gara a chi decora di più e meglio! La giostra dei cavalli e le luminarie fanno il resto. Le uniche pecche che possono venire a turbare questo spettacolo sono:

  •  il freddo, che da un certo punto di vista può anche inserirsi bene nel contesto, ma dopo aver passeggiato per un’oretta può diventare letale! Quindi copritevi bene!
  • la pioggia… I tanti turisti, voi compresi, aprirete l’ombrello e sarà tutto un susseguirsi di spinte, incastri, schizzi e compagnia cantando… Purtroppo a ciò non c’è rimedio, forse un impermeabile in borsa può rendere le cose più facili.
  • la gente… tanta, che spesso obbliga a file  e attese anche per prendere un solo bicchiere di vin chaud…

Quindi, a mio avviso, andate comunque a Strasburgo e Colmar, perché per quanto turistiche e piene di gente meritano, ma riservate un po’ di tempo ai paesini più piccoli e meno gettonati, perché lì con voi ci saranno le persone del posto, le famiglie, i ragazzini e l’atmosfera sarà diversa, molto…

Propongo indi Obernai a soli 25 km a sud-ovest di Strasburgo, un gioiellino vicino ai monti Vosgi, dove probabilmente incontrerete la neve o qualche animale selvatico vi taglierà la strada (e non dico per dirlo, mi son capitate sul serio entrambe le cose). Piccola, medievale e ovviamente straricca di case a graticcio!