Lo strano caso dei pittori italiani al museo di Belle Arti

In rue Emile Zola nell’antica sede dell’università potete oggi trovare il Museo di Belle Arti. Vale la pena visitarlo, se riuscite approfittatene la prima domenica del mese, in cui si usufruisce dell’ingresso gratuito e i problemi di calca e gente prestata alla cultura solo quando  è gratis a cui siamo abituati non esistono. Ammirerete non poche opere, manufatti che vanno dall’epoca dell’antico Egitto ai giorni nostri, ceramiche, pitture e sculture.

Quello che impressiona e salta all’occhio al visitatore italiano è però ben altro. Vale a dire quell’incredibile voglia che viene ai francesi di accentare o tradurre tutto nella propria lingua! Così fa incredibilmente piacere trovarsi dinanzi un Luca Giordano, un Francesco Solimena, un Ludovico Carracci e via discorrendo. Ci si sente a casa, è come passeggiare per strada in centro e sentire qualcuno che parla italiano, è come trovare la Nutella alla U o la mozzarella al marché des Lices. Ma, c’è un ma!

Alcuni nomi cambiano, vengono “francesizzati” ?

Visto?

Ancora…

Ehm…

Ma forse è solo una questione di accenti!

Allora tu immagini che sia un uso forse diffuso in Francia e cerchi di fartene una ragione, ma attenzione perché non è così, ritrovi a poca distanza dei nomi italiani scritti correttamente:

E anche quel povero Luca Giordano che poco prima era Lucas e si rivoltava nella tomba, ridiventa poco più avanti:

C’è decisamente qualcosa che non quadra… E ti senti come se avessero messo il tonno sulla pizza o il formaggio grattuggiato sugli spaghetti a vongole… Noi manco ci scherziamo con gli accenti, li piazziamo un po’ dove ci fa comodo, diciamoci la verità, ma in quanto a pittori francesi siamo dei grandi estimatori, soprattutto degli impressionisti, e Renoir resta Renoir, Degas resta Degas, Monet resta Monet…

Un’altra chicca… Anche i paesi di nascita a volte vengono tradotti, altre volte no… Nocera e Barra forse sono proprio intraducibili e fa strano, vederli lì i nomi di due città a quasi 2.000 km di distanza…

Fatta eccezione per le didascalie davvero poco coerenti e l’inesistenza di tavole esplicative in lingua inglese, il museo merita.

Questo è il link al sito web: http://mba.rennes.fr/

e alla pagina facebook: https://www.facebook.com/museebeauxartsrennes/

 

 

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