L’incendio di Rennes

Qualche esperto visitatore di Bretagna e Normandia si sarà chiesto come mai Rennes rispetto a tante altre città o piccoli paesi presenta un minor numero di case a graticcio.  Qualcun altro meno esperto ne vede comunque tante e non si fa domande. Amen.

In effetti rispetto ad altre città che hanno il centro storico pieno zeppo delle tipiche “maison à colombages”, cercate su google immagini “Rouen” o meglio ancora andateci, Rennes presenta case a graticcio affiancate spesso a costruzioni del tutto moderne, grattacieli e palazzi neoclassici, un fritto misto che fa pensare un occhio attento.

Le motivazioni vanno cercate in un grosso incendio che interessò la ville nel 1720, nello specifico dal 23 al 29 dicembre (un caldo Natale). Stando al racconto di tale Piganiol de La Force le fiamme si svilupparono di notte a causa di un ubriacone che di mestiere faceva, ironia della sorte, il falegname. Il brav’uomo soprannominato non a caso la Cavée, al secolo Henri Boutroel, quella sera stava litigando con la poveretta di sua moglie. Tra un urlo e un altro sorso ancora avrebbe fatto cadere una candela accesa su un mucchietto di trucioli di legno accatastati nel suo negozio di rue Tristin.

L’incendio non fece fatica a diffondersi, sia perché il legno era largamente utilizzato, sia per le provviste di grassi nelle case sia perché gli uomini dell’esercito chiamati a dare man forte nelle operazioni di spegnimento si davano da fare a saccheggiare le case. Le fiamme si spensero ben sei giorni dopo, grazie alle operazioni di abbattimento di alcuni edifici e grazie soprattutto alla pioggia che arrivò solo dopo sei giorni (incredibile).

Quadro votivo rappresentante l’incendio di Rennes, conservato nella basilica di Saint Sauveur

Andarono distrutti circa un migliaio di edifici. In rue de la Visitation furono costruite alla bell’e meglio delle casette per medicare i feriti, alcune di esse pare siano sopravvissute fino al 2004, anno di costruzione del centro commerciale attuale. La maggior parte degli edifici storici andò distrutta, mentre pochi relativamente furono i morti, la maggior parte dei decessi avvennero la stessa notte del 23, i poveretti morti nel sonno, ignari delle bevute notturne di rue Tristan, in seguito invece grazie al fuggifuggi generale evacuarono in tanti.

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