Chartres: tra guglie e graticci, a pochi km da Parigi.

Se percorrete di notte l’A10 nell’avvicinarvi a Chartres fate in modo che non siate voi al volante e tenete gli occhi ben aperti. Nel buio delle sterminate campagne francesi scorgerete un fascio di luce calda svettante verso il cielo: è la cattedrale di Chartres. I costruttori medievali che dopo l’anno mille vollero ringraziare il Padre Eterno per avere rimandato la fine del mondo avevano ben chiaro questo intento: costruiamola alta, alta in modo tale che possano intravederla da molto lontano e quindi raggiungerla!

Chartres, capoluogo del dipartimento attuale di Eure-et-Loir, non è nata con la cattedrale. I ritrovamenti archeologici collocano nell’era neolitica un primo insediamento. Centro gallico, poi sottomesso da Cesare, doveva rivestire un ruolo importante sia politico che religioso tra i Carnuti (popolazione celtica stanziata tra la Senna e la Loira). Probabilmente ad esso si fa riferimento nel De bello Gallico quando si dice che lì confluivano tutti i druidi per una grande assemblea annuale.

Come molti luoghi sacri pagani Chartres mantenne un’importante centralità anche dopo essere stata evangelizzata divenendo una della diocesi più importanti della Gallia. La continuità si manifesta nel costruire la prima cattedrale sui resti di un tempio pagano. Le cattedrali cristiane spesso sono mete di pellegrinaggi, uno dei motivi per i quali vengono costruite in dimensioni grandiose è quello di renderle ben visibili in lontananza. Nell’876, Carlo il Calvo, re di Francia, fece dono alla città di un’importante reliquia: il Voile de la Vierge, cioè la camicia indossata dalla Vergine Maria al momento dell’annunciazione (esposto tutt’ora in una delle cappelle absidali del deambulatorio). La cattedrale di stile romanico fortemente voluta dal vescovo Fulberto custodì il sacro dono, tuttavia andò distrutta per via di un incendio nel 1194 e fu dunque ricostruita subito dopo. I lavori durarono circa 60 anni.

Oggi la cattedrale in stile gotico è uno degli edifici religiosi più importanti al mondo, dal 1979 figura nelle liste dei patrimoni culturali dell’umanità firmate dall’UNESCO e resta tutt’oggi meta di pellegrinaggio, nonchè tappa del cammino di Santiago di Compostela. La navata arriva a 37,50 metri, la torre sud a 103 metri, la torre nord (più recente, conclusa solo nel 1513) a 115. Più lunga di un campo di calcio è dotata di 172 vetrate e 9 portali, con un apparato scultoreo che supera le 4000 statue.

Famoso quanto la cattedrale è il suo labirinto del XIIesimo secolo inscritto nel pavimento della navata principale. I 261,50 metri del suo percorso simboleggiano il pellegrinaggio del fedele per giungere a Dio. Meglio rammentarselo prima di visitare la cattedrale, perché lo sguardo tenderà ad andare verso l’alto colpito dal tipico slancio gotico e non sotto i propri piedi. Per un buon approfondimento consiglio questa lettura http://www.antropologiaartesacra.it/ALESSIO_VARISCO_labirintoChartres.html

Ma Chartres non è solo la cattedrale, anzi… Se amate le case a graticcio non potete perdervi la Place de la Poissonnerie che vanta nei tipici tralicci sia la casa del Salmone che quella della Trota. La piazza era adibita alla vendita del pesce dall’inizio del XVesimo secolo fino agli anni ’50 del secolo scorso. Colpiscono i graticci scolpiti che rappresentano tralici di uva, l’Annunciazione, San Michele che affronta il drago e ovviamente… un grosso salmone!

A graticcio, ma in una versione piuttosto singolare, anche la famosa “Escalier de la reine Berthe”, un edificio di rappresentanza del XVIesimo secolo intitolato successivamente a colei che fu regina di Francia per ben poco, visto che il Papa in persona le annullò il matrimonio per ragioni di parentela e fu costretta a rifugiarsi nella cittadina dopo il ripudio da parte del marito.

Una passeggiata vale sicuramente la pena lungo le rive dell’Eure, dove piccoli ponti, mulini, chiuse si accompagnano ad antiche casette, una vegetazione ricca e piccole imbarcazioni attraccate ai balconi. Andarci per credere!

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