Bonjour o Bonsoir?

E’ che quando arrivi in un posto nuovo e non conosci bene la lingua ami sfoggiare quelle poche poche parole che sai… Ora, le parole che indicano i saluti in francese sono chiare un po’ a tutti, aldilà del proprio bagaglio culturale. Il “Salut”, tuttavia, sembra troppo confidenziale e non adatto a persone che non conosci bene, come la signora del piano di sopra o la proprietaria del negozio di alimentari per intenderci. Per cui i “Bonjour” e in “Bonsoir” si sprecano con tanto di sorriso ed ERRE alla francese. Ed è qui che cominciano i guai.

Da piccolo probabilmente hai fatto i salti mortali per non confonderti quando incontravi un vicino per le scale di casa. Il “Buongiorno” la mattina fino alle 14, dopo le 14 il “Buonasera”. Se ti usciva “Buongiorno” a sole ormai tramontato, amen, è capitato, crescendo passerà e verrà automatico conciliare il saluto con l’ora della giornata.

Se ti trasferisci in Francia, resetta il cervello e cerca di recuperare gli esercizi che facevi da piccolo per ricordarti il modo di  salutare giusto. Probabilmente dipende dal fatto che qui spesso il cielo si oscura anche se non è affatto sera o forse perché la loro giornata dura 48 ore e io non me ne sono ancora accorta, ad ogni modo pare che il “Buongiorno” vada bene fino alle 18, solo dopo si passa al “Buonasera”. Tuttavia ci sono anche persone che ancora ti salutano col “Buongiorno” alle 20. E ti disorientano, come se non fossi già abbastanza disorientato…

Può sembrare banale ma non ti ci abituerai facilmente. Allora comincerà tutto un gioco strano di sguardi stupiti e sorrisini beffardi. Alle ore 15 entri in una sala dove sono riuniti 4 o 5 francesi e te ne esci trionfante col tuo “Bonsoir” e te ne penti, perché manco un secondo dopo ti arriva, in coro, la risposta che ti aspettavi: -Bonjour!-, accompagnata da una serie di sguardi stupiti e meravigliati dallo strambo saluto che hai utilizzato… fuori è già buio, il negozio è prossimo alla chiusura, tu entri veloce ad accaparrarti l’ultima bottiglia di latte salutando col “Bonsoir” (e non azzardarti a non salutare, che qui il saluto è la pietra miliare di qualsiasi conversazione, relazione o azione umana) e il  commesso alla cassa e la testa nei conti ti risponde col “Bonjour”. Quando arrivi con la bottiglia di latte, rilanci il “Bonsoir” convinto di stare dalla parte della ragione e ti stampi un bel sorrisetto beffardo in faccia curioso di risentire la risposta. Scontrino e “Au revoir”, questa è la risposta!