Transiberiana: viaggio tra continenti

Nell’immaginario collettivo dei viaggiatori per passione la Transiberiana costituisce uno dei sogni principali, di cui si sa poco o niente, e che comincia a delinearsi meglio nell’alone affascinante che la circonda solo quando si è già deciso in cuor proprio di intraprenderla.

Prima di pensare al visto, ai biglietti, alle soste, quello che colpisce di più nelle ricerche fatte qua e là sul web sono i numeri che la riguardano:

9.288 km di lunghezza
2 continenti (19,1 % territorio europeo, 80,9 % territorio asiatico)
7 fusi orari
1900 l’anno in cui il progetto venne presentato all’Esposizione Universale e l’anno in cui fu realizzato un uovo Fabergé in suo onore (sapete cosa sono le uova Fabergé? Date un’occhiata qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Uova_Faberg%C3%A9 )
740 km per anno la media mantenuta nella velocità dei lavori
90.000 uomini, il picco di personale raggiunto nel costruirla
– oltre 1 secolo di attività
1 settimana di viaggio
157 fermate.

Sono dati pazzeschi quelli che caratterizzano la linea ferroviaria che collega Mosca a Vladivostok, una lunghissima serpentina che unisce occidente ed estremo oriente passando attraverso i vastissimi spazi verdi siberiani intervallati da minuscoli villaggi e moderne città.

Dopo l’entusiasmo iniziale comincia il chiaro presentimento che non sarà del tutto facile organizzarla. Non vi fate abbattere. Con un po’ di intraprendenza e qualche delega diviene tutto più semplice.

Elencherò qui alcuni dei problemi che sorgono nell’organizzazione e durante il viaggio stesso, spiegando anche come noi li abbiamo risolti sperando di poter essere d’aiuto a quanti volessero intraprenderla.
Il mese da noi scelto (per ragioni lavorative) è stato agosto, precisamente dal 2 al 20. Tutto quello che segue è frutto della nostra esperienza, ma può sicuramente variare sulla base del mese scelto o semplicemente del caso. Dunque:

1. il Visto
Potete recarvi al più vicino consolato russo del vostro paese, per la nostra situazione personale (viviamo all’estero), abbiamo preferito delegare l’agenzia (www.visitpietroburgo.com) di Marco Ragozzi, che offre un pacchetto che include sia il documento di un soggetto russo invitante sia l’assicurazione per il viaggio. I passaporti si spedicono a lui e vi arrivano a casa col visto e con l’assicurazione in poco tempo. Pratico, veloce, preciso.

2. i Biglietti
Possono essere prenotati sul sito delle ferrovie russe, ovviamente quando avete ben chiare le tappe che volete fare, in quanto il biglietto non è cumulativo ma va preso tratta per tratta. Bisogna inoltre fare attenzione al fuso che cambia a mano a mano che proseguite col viaggio e alla concordanza o meno del fuso di Mosca e del fuso locale. Mi spiego meglio, chiunque ci aveva detto che tutti i treni seguono il fuso di Mosca mentre l’agenzia inglese alla quale ci siamo rivolti per l’acquisto dei biglietti ci ha fornito tutti i tickets in orario locale “trattandosi del mese di agosto”. Questo aspetto non mi è tutt’ora molto chiaro: gli orari dei treni saranno sempre concordati sull’orario locale o si utilizza questa procedura solo per il mese di agosto che dovrebbe essere quello più turistico? Se qualcuno ne sa di più mi spieghi.
Ad ogni modo, decise le città che volevamo visitare, abbiamo delegato l’agenzia per l’acquisto dei biglietti. Pare convenga in quanto i biglietti non si possono prenotare molto tempo prima e rischiano di finire in fretta. Inoltre l’agenzia ci ha quasi sempre comprato biglietti in treni con numero piccolo (treno più nuovo e veloce rispetto ai treni con numeri grandi) e sempre postazioni (in terza classe come avevano richiesto) una sopra l’altra, in modo tale da non avere problemi con l’utilizzo del tavolo e lontane dai bagni per non essere disturbati dal rumore delle porte e dello scarico durante la notte.

3. la Classe
Sinceramente nello scegliere la classe ci siamo affidati a molti dei consigli che si trovano sul web, perlopiù si dice che la Transiberiana o si fa in terza classe o non la si fa proprio. Inoltre altre riflessioni personali ci hanno spinto ad optare per la terza: una ragione “ludica” in quanto – in terza non ci si annoierà -, abbiamo pensato, – tanta gente da osservare o con cui parlare, non ci si sentirà mai soli -, una ragione di “sicurezza”, – meglio tra tante persone che chiusi in uno scompartimento con altre due persone di cui si ignora l’onestà -. Non abbiamo sbagliato. La terza classe è un mondo! Dove tante persone insieme convivono, e contemporanemante mangiano, dormono, chiacchierano, guardano dal finestrino. E’ una congerie di odori ad ora di pranzo e un andirivieni continuo di razze e di abitudini diverse.

4. il Treno
Lo puliscono da capo a piedi due volte al giorno, i bagni non sono questa eccellenza, ma potete approfittare delle pause lunghe per andare in quelli delle stazioni che spesso sono a pagamento. L’acqua calda è a disposizione di tutti, portatevi un bicchiere e delle posate o chiedete la tipica tazza alla responsabile del vostro vagone. Esiste un vagone ristorante che ha solitamente poche cose, rispetto al menù, e tempi di attesa piuttosto lunghi. Di sera sembra quasi un luogo di ritrovo. Ad ogni vagone c’è affisso un foglio con l’elenco di tutte le fermate, con rispettivi orari di Mosca, locali e durata. Solitamente in terza ci sono 2 o 1 presa della corrente ogni 6 posti, ma ce la si fa tranquillamente (non c’è bisogno di adattatore). Nell’ultima tratta in treno 02 siamo venuti a conoscenza della doccia, a pagamento e su prenotazione, ma vi assicuro che è manna dal cielo.

5. la Gente
A chi ci aveva scoraggiato di percorrere la Transiberiana ad agosto per via della forte affluenza turistica mi sento di dire che i turisti visti posso contarli sulle dita di una sola mano, al massimo due. Perlopiù si incontrano famiglie, con prevalenza di donne e bambini anche molto piccoli, talvolta in fasce, talvolta barcollanti nei primi passi tra i sediolini, talvolta più grandicelli e divertiti nell’arrampicarsi sui letti superiori. Le persone sono educate, quando si spengono le luci c’è molto silenzio. Solo in un caso, nel tratto lungo tra Irkutsk e Vladivostok ci è capitato di incontrare qualche gruppo di operai dei villaggi delle miniere di carbone un po’ più rumorosi. Difficile dialogare per via della conoscenza del solo russo da parte loro, capita talvolta di esprimersi a gesti, alcuni russi, anzi russe, saranno molto curiose di conoscere tutto di persone che vengono da molto lontano. Infine in generale in Russia non abbiate paura se la gente incrocia il vostro sguardo per un bel po’ di tempo e insomma…vi fissa! Curiosità o modo di fare, non sappiamo, ma vi capiterà!

6. la Vita in Treno
Per quanto riguarda il cibo, potete comprare cose lì dove vi fermate, ma anche e soprattutto nelle pause lunghe del treno, dove molte donne anziane vendono patate, pesce, pollo, pomodori, frutti di bosco e dove ci sono anche vari negozietti con bibite, gelati e alimenti conservabili. I famosi noodles si trovano ovunque e si preparano istantaneamente con l’acqua calda del treno, ma per intolleranze alimentari non li abbiamo provati, quindi non so dirvi niente sulla loro bontà. A dormire, si dorme, anzi ci sono russi che dormono praticamente tutto il tempo sul treno, svegliandosi di tanto in tanto per mangiare qualcosa e sprofondare subito dopo di nuovo in un profondo sonno. Adattandosi al ronfare di qualcuno si dorme anche piuttosto bene grazie al materassino e al cuscino di cui ognuno dispone, dotati di federe consegnate pulite e imbustate (insieme ad un piccolo asciugamano) appena si accede al treno. Non portate molti indumenti, nè valigioni enormi, quando si resta in treno per giorni si sporca molto molto poco. Portate con voi piuttosto dei libri, delle carte o dei giochi da tavolo. Un taccuino su cui annotare gli aspetti salienti del vostro viaggio è sempre utile e se vi piace disegnare anche uno sketchbook, desterete la curiosità di molti russi! I treni solo lenti e abbastanza rumorosi, anche dei tappi per le orecchie di notte potrebbero rivelarsi utili. Infine… salviettine imbevute a volontà!

7. le Tappe
Oltre i due giorni a Mosca prima della partenza ci siamo fermati a Kazan, Ekaterinburg, Novosibirsk, Irkutsk, Listvjanka (lago Bajkal), Vladivostok. Mosca è assolutamente imperdibile, molto turistica ad agosto e con file piuttosto lunghe. Merita in compenso tanto, anche per la vita notturna. La chicca è la pulizia continua delle strade, non ci è mai capitato di vedere una città, tra l’altro capitale, più pulita di questa. Kazan ci è piaciuta molto con il bianchissimo Cremlino e la sua moschea dalle cupole blu, inoltre ci siamo allungati sul Volga con i mezzi pubblici (costano pochi centesimi in tutte le città dove siamo stati e sono molto funzionali) per godere di un tramonto mozzafiato. Ekaterinburg pure è molto carina, famosa soprattutto per essere stata lo scenario dell’uccisione dei Romanov nel 1918, merita una visita alla Cattedrale del Sangue dove la famiglia è venerata. Vicina (si fa per dire, le distanze vanno valutate bene in Russia) agli Urali potrebbe essere l’occasione di un trekking sulle montagne che dividono l’Europa dall’Asia. Novosibirsk non ci è piaciuta molto, moderna e per niente turistica, non si lascia visitare facilmente, in realtà l’impressione è che non ci sia proprio niente da vedere. In compenso ad un’oretta di bus c’è l’Ob, destinazione balneare di molti russi, dove si può trascorrere una bella giornata di relax. Irkutsk, descritta dalle guide come la Parigi asiatica (il paragone tutt’ora non mi è chiaro), è una tipica cittadina siberiana, qui le case in legno che fanno l’apparizione nel paesaggio dal finestrino subito dopo Mosca raggiungono l’apoteosi, sono letteralmente ovunque con le particolari finestre in legno lavorato. Alcune sono dei veri e propri gioielli, altre restano fatiscenti e danno un aspetto decadente a molte vie secondarie. Da qui si raggiunge il Bajkal, per molti il luogo più atteso del percorso. In bus si raggiunge in un’oretta arrivando a Listvjanka, non confondetevi, l’isola Olkhon è molto più lontana e potete arrivarci con comodità solo se avete previsto più giorni di sosta ad Irkutsk. Listvjanka è letteralmente incastrata tra i monti e il lago nel punto in cui il fiume Angara sfocia nel lago stesso. Sembra un villaggio di pescatori che sta perdendo questa sua aurea con l’avvento galoppante di un turismo che si spera resti sostenibile. Per la strada si sente l’odore del pesce tipico affumicato venduto un po’ dovunque e delle braci dove si arroste la carne, e probabilmente anche altro: la puzza di plastica bruciata ricorda un po’ i villaggi africani dove l’immondizia si smaltisce ancora così (il paragone nasce dalla stessa sensazione che ho provato l’anno scorso in Tanzania e in Uganda, posti che amo infinitamente…). Il lago è cristallino e bisogna fare uno sforzo di immaginazione per credere che non sia mare, il suo sembrare surreale è alimentato dalle tracce lasciate dai riti sciamanici visibili un po’ dovunque. Per una vista meravigliosa e per apprezzare meglio la magia del lago recatevi alla Chersky Stone raggiungibile in funivia dal Bajkal Museum o a piedi con un trekking che dura meno di un’ora ma abbastanza faticoso. La vista è bellissima e merita la salita. Resta Vladivostok. Appena scendete dal treno non dimenticate di fare una foto ricordo col vecchio treno e il traguardo indicante i 9288 km fatti! La città è sempre molto moderna, stracarica di grattacieli e di un’edilizia sfrenata, tuttavia il porticciolo col passeggio, il mercato cittadino, le vie del centro, la veduta sui due grandi ponti, l’oceano sul quale si affaccia la rendono molto affascinante. Dopo averla girata in lungo e in largo ci siamo allontanati (sempre grazie ai mezzi pubblici) sulla vicina isola Russkij raggiungibile proprio grazie al passaggio sui due ponti. A metà strada tra sede accademica e rifugio militare, l’isola è luogo balneare dei russi, non abbiamo visto nemmeno un turista! Il paesaggio è fittamente verde, le spiaggette sono piccole e posizionate in baie incantevoli. Troverete qualche piccolo e vecchio bar, una polvere degna di un safari, anche qui purtroppo puzza di bruciato, ma anche la vera e propria vita russa, quella più autentica.

8. il Volo
Per raggiungere il posto di partenza della Transiberiana e tornare dal Pacifico al Mediterraneo abbiamo volato esclusivamente con Aeroflot. Prima tratta Napoli-Mosca, al ritorno Vladivostok-Mosca e Mosca-Roma Fiumicino. Ottimi viaggi, abbondanti pasti, film a volontà nella tratta lunga, plaid, cuscino, ciabattine e kit per dormire.

9. Alberghi, ristoranti e spese extra
L’impressione generale è stata quella di spendere veramente poco per dormire, mangiare e spostarsi. Gli alberghi prenotati su Booking sono stati tutti economici ed estremamente confortevoli, eccetto l’ultimo, quello di Vladivostok (la camera aveva problemi nel bagno, il balcone era osceno e il prezzo molto più alto rispetto agli altri). Spesso li abbiamo scelti sulla base della loro vicinanza alla stazione dei treni. Come ristorante mi sento di segnalare una sorta di tavola calda a Vladivostok di nome Ne Rydai dove si mangia di tutto, bene e a prezzi bassissimi e un ristorante arredato in maniera troppo carina, dove ugualmente si mangia bene, ad Ekaterinburg. Questo porta il nome di un gatto, Pashtet, che esiste per davvero e dorme placidamente tra i sofà del ristorante. I biglietti degli autobus, come ho ricordato già sopra, costano davvero poco e per l’assiduità degli stessi conviene largamente utilizzarli in tutte le città.
Qui di seguito gli alberghi prenotati:
Mosca – Basilica Hostel
Kazan – Troya Hotel
Ekaterinburg – Marins Park Hotel
Novosibirsk – Marins Park Hotel
Irkutsk – Uyutniy Dom
Listvjanka – Hotel Priboy
Vladivostok – Azimut Hotel

10. la Sicurezza
Non c’è assolutamente nulla di pericoloso nel fare la Transiberiana! Per sicurezza portavamo gli zainetti con le cose importanti davanti al petto nei luoghi affollati e sempre con noi quando nelle pause brevi scendevamo dal treno. Mentre dormivamo gli stessi zainetti li mettevamo sotto al cuscino. Semplici precauzioni, ma davvero non abbiamo notato nulla di strano o pericoloso.

11. i Paesaggi
Il paesaggio dal finestrino è un po’ monotono, la taiga vi entrerà negli occhi e non vi lascerà più! In sterminati tratti verdi compariranno numerosissimi villaggi fatti di case di legno e giardini recintati con steccati. L’idea che ne deriva è di grande povertà. La domanda che ci siamo posti è su come gli abitanti sopravvivano ai -30 d’inverno. Un cambiamento c’è nel tratto subito dopo Irkutsk quando il treno percorre le rive del Bajkal per diverse ore. Lì villaggi di pescatori e acqua a perdita d’occhio vi terranno per ore incollati al finestrino. Il vero indimenticabile paesaggio, a nostro parere, è quello che si vive nel treno, negli occhi e nei gesti delle persone che vi terranno compagnia per chilometri e chilometri.

Vale la pena di cimentarsi in quest’esperienza che vi condurrà a bordo del mitico treno della Transiberiana? Assolutamente sì!
Per qualsiasi altra curiosità e domanda, o anche rettifica, aspetto i vostri commenti 😉